Cibi processati: gli effetti su reni e pelle | Acqua Rocchetta

I cibi processati sono diventati parte integrante della dieta moderna, spesso senza che neppure ce ne rendiamo conto. Li troviamo ovunque: sugli scaffali dei supermercati, nei distributori automatici, nei menù del fast food. È facile cedere alla tentazione di un pasto pronto o di uno snack confezionato quando andiamo di corsa e abbiamo un buco nello stomaco; eppure è bene assumere questi cibi con attenzione perché contengono ingredienti che, consumati regolarmente, mettono sotto pressione due organi fondamentali per il nostro benessere: i reni e la pelle.

 

Indice

1.     Cosa sono i cibi processati

2.     I nemici nascosti: sodio, fosfati e additivi

3.     Perché i cibi processati affaticano i reni?

4.     Quali sono gli effetti dei cibi processati sulla pelle?

5.     Alimentazione e stile di vita per proteggere reni e pelle

6.     Il ruolo dell’acqua nella depurazione

7.     FAQ

1. Cosa sono i cibi processati?

Per cibi processati e ultra processati non si intendono esclusivamente i prodotti del fast food ricchi di condimenti, grassi e fritture, tipici di una cultura americana d’importazione. Stiamo, invece, parlando di moltissimi cibi e prodotti che comunemente consumiamo e che abbiamo, un po’ alla volta, integrato nella nostra salutare cucina mediterranea. Va però anche detto che non tutti i cibi lavorati sono uguali.

La classificazione NOVA, sviluppata dall’Università di San Paolo e adottata da numerosi enti sanitari internazionali, classifica gli alimenti in base all’entità e allo scopo della lavorazione, distinguendo 4 categorie di alimenti in base al grado di trasformazione industriale.

  1. Alimenti non trasformati o minimamente trasformati

Si tratta di parti commestibili di piante (semi, frutti, foglie, steli, radici) o di animali (muscoli, frattaglie, uova, latte), nonché l’acqua, dopo la separazione dalla natura. I processi che alterano questi alimenti servono a rimuovere parti non commestibili o indesiderate e a conservarli, parliamo di: essiccazione, macinazione, bollitura, pastorizzazione, refrigerazione, congelamento, confezionamento, imbottigliamento, ecc.

Nessuno di questi processi aggiunge sostanze come sale, zucchero, oli o grassi all’alimento originale.

  1. Ingredienti culinari trasformati

Si tratta di sostanze ottenute direttamente dagli alimenti del gruppo 1 mediante processi quali la pressatura, la raffinazione o la macinazione al fine di ottenere prodotti utilizzati per preparare e condire.

Parliamo di sale estratto o ricavato dall’acqua di mare; zucchero dalla canna o dalla barbabietola; miele e sciroppo degli aceri; oli vegetali ottenuti dalla pressatura delle olive o dei semi; burro e strutto ottenuti dal latte e dal maiale.

  1. Alimenti trasformati

La maggior parte degli alimenti trasformati ha due o tre ingredienti. I processi includono vari metodi di conservazione o cottura. Lo scopo principale della produzione di alimenti trasformati è quello di aumentare la durata degli alimenti del gruppo 1 o di modificarne o migliorarne le qualità sensoriali.

Fanno parte di questo gruppo le verdure, la frutta e i legumi in scatola o in bottiglia; noci e semi salati o zuccherati; carni salate, stagionate o affumicate; pesce in scatola; frutta sciroppata; formaggi, pane, birra, vino e sidro.

  1. Alimenti ultra-processati

Sono prodotti formulati prevalentemente con ingredienti estratti da alimenti a cui vengono aggiunti additivi con funzione stabilizzante, conservante, colorante o aromatizzante. Si tratta di formulazioni industriali con cinque o più ingredienti, tra cui spesso zucchero, oli, grassi, sale, antiossidanti, stabilizzanti e conservanti.

Tra gli ultraprocessati più diffusi:

  • – snack confezionati
  • – biscotti e dolci industriali
  • – piatti pronti
  • – insaccati industriali
  • – bevande zuccherate
  • – energy drink
  • – salse e condimenti industriali
  • – barrette sostitutive dei pasti
  • – pane in cassetta confezionato
  • – sughi pronti
  • – succhi di frutta industriali
  • – gallette di riso
  • – zuppe e minestre istantanee
  • – yogurt alla frutta e aromatizzati

Il loro denominatore comune è un’alta densità calorica, un basso valore nutritivo e una composizione chimica che il nostro organismo fatica a gestire. L’indicazione è dunque quella di preferire sempre gli alimenti naturali o minimamente trasformati e i piatti e le pietanze espresse ai prodotti ultra-lavorati. Ricordate che meno ingredienti ci sono sull’etichetta, più è probabile che il prodotto sia salutare.

2. I nemici nascosti: sodio, fosfati e additivi

Tre sono le sostanze più problematiche per la salute, abbondantemente presenti nei cibi processati.

Il sodio. I cibi industriali contengono quantità di sale molto superiori a quelle che useremmo cucinando a casa. L’OMS raccomanda un’assunzione massima di 5 grammi di sale al giorno, soglia che molti italiani superano abbondantemente.

I fosfati aggiunti sono il secondo problema, spesso sottovalutato. Il fosforo è un minerale naturalmente presente in molti alimenti, ma l’industria alimentare lo aggiunge sotto forma di additivi (polifosfati, difosfati) a carni lavorate, formaggi fusi, bevande gassate e prodotti da forno per migliorarne la texture e la conservazione. A differenza del fosforo naturale, i fosfati aggiunti vengono assorbiti quasi interamente dall’intestino e devono essere smaltiti dai reni, aumentandone significativamente il carico di lavoro.

Gli additivi in senso più ampio (coloranti, conservanti, emulsionanti, addensanti) completano il quadro. Alcuni di essi sono stati associati a stati infiammatori cronici di bassa intensità, con effetti a cascata su diversi apparati.

In questo articolo puoi approfondire come leggere le tabelle nutrizionali per controllare l’assunzione di sodio

3. Perché i cibi processati affaticano i reni?

I reni filtrano circa 180 litri di sangue al giorno, producendo circa 2 litri di urina. Eliminano scorie, regolano la pressione e mantengono l’equilibrio idrosalino. Quando la dieta è ricca di sodio, fosfati e additivi, questo lavoro si intensifica e, nel tempo, il sovraccarico può compromettere la funzione renale.

L’eccesso di sodio, in particolare, favorisce l’ipertensione arteriosa, che è la seconda causa principale di danno renale cronico dopo il diabete. La pressione elevata danneggia i piccoli vasi sanguigni dei reni, riducendo progressivamente la loro capacità filtrante. I fosfati aggiunti, assorbiti in misura molto superiore rispetto al fosforo naturale, contribuiscono ad alterare l’equilibrio minerale e possono favorire la formazione di calcoli renali, soprattutto in soggetti già predisposti.

Un elemento aggravante è che i cibi processati spesso contengono anche elevate quantità di zuccheri, che nel tempo aumentano il rischio di insulino-resistenza e diabete di tipo 2, a sua volta uno dei principali fattori di danno renale.

4. Quali sono gli effetti dei cibi processati sulla pelle?

La pelle è il più grande organo del corpo umano e, insieme ai reni, svolge una funzione di eliminazione delle scorie. Quando i reni sono sovraccarichi, le tossine cercano vie alternative di smaltimento e la pelle è proprio una di queste. Non è un caso che chi consuma abitualmente cibi processati tenda a presentare una pelle più opaca e soggetta a impurità.

Gli zuccheri raffinati, presenti in abbondanza negli alimenti ultraprocessati, innescano un processo chiamato glicazione: gli zuccheri in eccesso si legano alle fibre di collagene ed elastina, rendendole più rigide e meno funzionali. Il risultato è una perdita progressiva di elasticità, la comparsa precoce di rughe e una pelle meno tonica.

D’altra parte, il sodio in eccesso causa ritenzione idrica che si manifesta anche a livello cutaneo, gonfiando i tessuti e rendendo la pelle meno compatta. I grassi trans e i grassi saturi presenti nei cibi fritti e negli snack industriali aumentano l’infiammazione sistemica, che spesso si traduce in arrossamenti, acne e sensibilità cutanea.

Uno studio pubblicato sull’Italian Journal of Dermatology and Venereology (Caiazzo et al., 2022) ha analizzato gli effetti di Acqua Rocchetta su cheratinociti umani esposti ai raggi UVB, evidenziando proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e antiapoptotiche. I risultati suggeriscono un possibile ruolo protettivo dell’acqua oligominerale nella modulazione della risposta cutanea infiammatoria a fattori esterni.*

5. Alimentazione e stile di vita per proteggere reni e pelle

Ridurre i cibi processati non significa rinunciare alla praticità, possono bastare alcune piccole abitudini per fare la differenza:

  • – Leggere le etichette e preferire prodotti con liste di ingredienti brevi e riconoscibili
  • – Sostituire gli snack confezionati con frutta fresca, frutta secca o yogurt naturale
  • – Cucinare in anticipo e in grandi quantità per avere pasti pronti senza ricorrere all’industria
  • – Privilegiare cereali integrali, legumi, verdure fresche e proteine magre
  • – Ridurre il consumo di bevande zuccherate

 

6. Il ruolo dell’acqua nella depurazione

I reni lavorano meglio quando l’organismo è ben idratato. L’acqua è il veicolo principale attraverso cui le scorie vengono diluite e eliminate con le urine: una diuresi adeguata riduce il rischio di formazione di calcoli, abbassa la concentrazione di sostanze potenzialmente dannose nel sangue e supporta la funzionalità filtrante dei reni.

Leggera e attiva, Rocchetta è un’acqua oligominerale povera di sodio che, grazie alla sua particolare composizione, viene rapidamente assorbita dall’apparato digerente e, con altrettanta velocità, raggiunge i reni dove agisce per stimolare la diuresi, eliminando tossine e liquidi in eccesso. Per questo è consigliabile berne almeno 2lt di acqua al giorno.

FAQ

  • I cibi processati fanno davvero male ai reni? Un consumo abituale e prolungato di cibi ricchi di sodio, fosfati aggiunti e additivi aumenta il carico di lavoro dei reni e può favorire, nel tempo, l’ipertensione e la riduzione della funzione renale. Non si tratta di effetti immediati, ma di rischi che si accumulano silenziosamente con le abitudini quotidiane.
  • Perché i cibi processati fanno male alla pelle? Quando i reni sono sovraccarichi, le tossine si accumulano sulla pelle, provocando la comparsa di impurità. Gli zuccheri in eccesso si legano alle fibre di collagene ed elastina, rendendole più rigide e causando la comparsa di rughe e opacità.

Anche il sodio in eccesso ha un impatto sull’aspetto della pelle perché provoca ritenzione idrica che si manifesta anche a livello cutaneo.

  • Quanta acqua bisogna bere per supportare i reni? Le linee guida indicano almeno 2 litri al giorno, da distribuire nell’arco della giornata. Acqua Rocchetta, leggera e attiva, contribuisce al benessere dei nostri reni con una corretta idratazione dell’organismo.

Fonti & Approfondimenti

Classificazione NOVA e alimenti ultra-processati 

Istituto di Ricerche farmacologiche Mario Negri 

– *Caiazzo G, Parisi M, Luciano MA, et al. Beneficial effects of Rocchetta® oligomineral water in HaCaT keratinocytes after ultraviolet-B irradiation. Ital J Dermatol Venereol 2022;157:335-41. DOI: 10.23736/S2784-8671.22.07251-6

Fondazione Veronesi 

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