Calcoli renali: sintomi, cause, cura e la dieta per prevenirli

I calcoli renali sono uno dei disturbi urologici più diffusi: colpiscono circa il 10-15% della popolazione nel corso della vita, con una netta prevalenza maschile e un rischio di recidiva che, senza un’adeguata prevenzione, supera il 50% entro cinque anni. Si tratta di aggregati solidi di sali minerali che si formano nei reni e nelle vie urinarie quando l’urina diventa troppo concentrata. In questo articolo vediamo come si formano, quali sono i sintomi (anche con le differenze tra uomo e donna), come si arriva alla diagnosi, quali sono le cure disponibili e quale dieta e stile di idratazione aiutano davvero a prevenirli.

Indice

  1. Cos’è la calcolosi renale e come si formano i calcoli renali
  2. Le cause dei calcoli renali
  3. Sintomi dei calcoli renali (e dove fa male)
  4. Dolore dei calcoli renali: dove fa male?
  5. Diagnosi dei calcoli renali: gli esami da fare
  6. Come curarsi dai calcoli renali
  7. Intervento e tempi di convalescenza
  8. Calcoli renali e dieta
  9. Quale acqua bere per i calcoli renali? Gli effetti benefici di Acqua Rocchetta
  10. FAQ

Cos’è la calcolosi renale e come si formano i calcoli renali

La calcolosi renale (o nefrolitiasi) è la condizione per cui, nei reni o lungo le vie urinarie, si formano dei calcoli: piccole concrezioni solide che nascono quando alcune sostanze normalmente disciolte nell’urina (calcio, ossalati, acido urico, fosfati) sono presenti in quantità eccessiva rispetto al volume di liquido disponibile.

L’urina diventa così sovrasatura e questi sali iniziano a cristallizzare, aggregandosi in formazioni più o meno dure e di dimensioni variabili, da un granello di sabbia fino, nei casi più estremi, a qualche centimetro.

Esistono diversi tipi di calcoli renali, che si distinguono in base alla loro composizione chimica:

  • – Calcoli di ossalato di calcio: i più diffusi, responsabili di circa l’80-90% dei casi. Si formano quando l’ossalato in eccesso nelle urine si lega al calcio; a favorirli sono soprattutto la disidratazione e una dieta ricca di alimenti ossalati.
  • – Calcoli di acido urico: si sviluppano quando le urine sono persistentemente troppo acide, spesso in presenza di diete iperproteiche, sovrappeso o alterazioni del metabolismo (come la gotta). A differenza degli altri, possono talvolta essere sciolti con una terapia medica mirata.
  • – Calcoli di struvite: detti anche “calcoli infettivi”, si formano in presenza di infezioni delle vie urinarie sostenute da batteri che alcalinizzano le urine; possono crescere rapidamente fino a dimensioni importanti.
  • – Calcoli di cistina: molto rari, compaiono in chi è affetto da cistinuria, una malattia genetica che altera il riassorbimento renale di questo aminoacido, e tendono a essere ricorrenti fin dall’infanzia.

Le cause dei calcoli renali

La formazione dei calcoli è quasi sempre multifattoriale. I principali fattori di rischio riconosciuti sono:

  • – Scarsa idratazione: bere poco concentra le urine e favorisce la cristallizzazione dei sali; è la causa più facilmente modificabile.
  • – Dieta squilibrata: un eccesso di sodio, proteine animali e alimenti ricchi di ossalati aumentano il carico di sali da smaltire con le urine.
  • – Familiarità: avere un genitore o un fratello con storia di calcolosi aumenta sensibilmente il rischio personale.
  • – Infezioni urinarie ricorrenti: in particolare quelle sostenute da batteri produttori di ureasi, che predispongono ai calcoli di struvite.
  • – Altri fattori: sovrappeso e obesità, alcune patologie metaboliche (come l’iperparatiroidismo), climi caldi o attività fisica intensa con forte sudorazione, e alcuni farmaci (diuretici, alcuni antiacidi).

Sintomi dei calcoli renali (e dove fa male)

I sintomi della calcolosi renale variano molto in base alle dimensioni e alla posizione del calcolo. Un calcolo piccolo, che rimane nel rene o transita senza ostruire le vie urinarie, può non dare alcun disturbo o causare segnali lievi: urine torbide o leggermente rosate, microematuria (sangue non visibile a occhio nudo, rilevabile solo con le analisi) e un lieve fastidio a fine minzione.

Quando invece il calcolo ostruisce l’uretere, il quadro diventa acuto: si parla in questo caso di colica renale: un dolore improvviso, molto intenso e a tipo crampiforme, che richiede una valutazione medica tempestiva.

Sintomi dei calcoli renali nelle donne

In alcune fasi della vita delle donne il rischio di sviluppare calcoli renali aumenta in modo significativo. Nel caso delle donne la calcolosi renale si presenta con:

  • – Irradiazione verso le grandi labbra: il dolore della colica può estendersi fino alla regione genitale esterna, seguendo il decorso dell’uretere.
  • – Peso pelvico: sensazione di pressione o tensione nella parte bassa dell’addome, talvolta scambiata per un disturbo ginecologico.
  • – Bruciore urinario: fastidio durante la minzione spesso confuso con una cistite, che può ritardare la diagnosi corretta.

In questo articolo è possibile approfondire le malattie renali nelle donne.

Sintomi dei calcoli renali negli uomini

La calcolosi renale ha un’incidenza di due o tre volte superiore negli uomini rispetto alle donne e si manifesta con:

  • – Irradiazione lungo il canale inguinale: il dolore tende a scendere verso l’inguine fino a coinvolgere lo scroto o il testicolo dello stesso lato.
  • – Difficoltà a urinare: quando il calcolo si avvicina alla vescica può comparire un blocco o un mitto interrotto durante la minzione.
  • – Urgenza minzionale: stimolo frequente e improvviso a urinare, spesso accompagnato da bruciore.

Mantenere un’adeguata idratazione quotidiana è fondamentale per prevenire la calcolosi renale e proteggere la salute delle vie urinarie. “ e sull’ancora “prevenire la calcolosi renale”

Dolore dei calcoli renali: dove fa male?

Il dolore tipico della calcolosi si localizza nel fianco e nella regione lombare, da un lato solo (quello del rene interessato), e tende a irradiarsi in avanti e verso il basso, lungo il decorso dell’uretere, fino all’inguine.

Può presentarsi in due forme:

  • – continuo, come un peso fisso e sordo quando il calcolo è ancora nel rene;
  • – colico, cioè a ondate crescenti e poi calanti di intensità molto elevata, quando il calcolo transita nell’uretere provocandone spasmi.

La colica renale è spesso accompagnata da nausea, vomito, sudorazione e agitazione, ed è considerata una delle forme di dolore acuto più intense in assoluto.

Diagnosi dei calcoli renali: gli esami da fare

Di fronte al sospetto di calcolosi renale, il percorso diagnostico si basa su alcuni esami chiave:

  • – Ecografia renale e delle vie urinarie: è solitamente il primo esame, non invasivo e privo di radiazioni; permette di individuare la presenza, la sede e le dimensioni approssimative del calcolo, oltre a eventuali segni di dilatazione delle vie urinarie a monte dell’ostruzione.
  • – Esame delle urine: verifica la presenza di sangue (ematuria), di segni di infezione o di cristalli, e fornisce indicazioni sul pH urinario.
  • – Esami del sangue: valutano la funzionalità renale (creatinina) e il metabolismo dei sali coinvolti nella formazione dei calcoli, come calcio, acido urico e fosforo.

Nei casi dubbi o in fase acuta, il medico può ricorrere alla TC (tomografia computerizzata) senza mezzo di contrasto, più accurata per individuare calcoli anche di piccole dimensioni.

Cura dei calcoli renali e come eliminarli

La diminuzione del volume urinario è un reale fattore di rischio per la formazione di calcoli renali e bere molto è la terapia più indicata per prevenire le recidive, trattamento riconosciuto valido fin dai tempi di Ippocrate. Uno studio del 2005 ha dimostrato che pazienti precedentemente trattati per calcolosi urinaria, che assumevano almeno 2 litri d’acqua al giorno, non riportavano episodi di recidiva a distanza di tre anni, al contrario di coloro il cui apporto idrico risultava inferiore ai 2 litri. Nel 2006, un analogo studio, ha quantificato tale riduzione al 55%.

Si è anche scoperto che esiste una significativa differenza tra la diuresi ottenuta con l’assunzione di un carico idrico di 25ml/Kg in 24 ore e quella ottenuta con lo stesso carico somministrato in 30 minuti.

Una legge della fisica ha dimostrato che il carico di acqua ha un peso importante nel processo di purificazione delle vie urinarie. Il così detto “effetto tsunami” aumenta la forza di trasporto e di erosione dei solidi, agevolando – nel caso dei calcoli renali – l’eliminazione dei detriti calcarei o organici presenti nella via escretrice.

Rimedi per i calcoli renali ed esercizi per espellerli

I calcoli di piccole dimensioni (generalmente sotto i 4-6 mm) hanno un’elevata probabilità di essere eliminati spontaneamente. In questi casi il medico può prescrivere un’adeguata idratazione, una terapia medica espulsiva e antidolorifici per gestire eventuali episodi di colica.

Alcuni semplici movimenti, sempre su indicazione medica, possono favorire la discesa del calcolo sfruttando la gravità e le sollecitazioni meccaniche:

  • – Camminare a passo sostenuto: il movimento regolare stimola la peristalsi ureterale e la progressione del calcolo verso la vescica.
  • – Salire le scale: l’alternanza di sforzo e gravità può aiutare la discesa dei frammenti più piccoli.
  • – Leggeri saltelli: da eseguire con cautela, sfruttano la vibrazione per favorire il distacco e la progressione del calcolo.

Intervento per i calcoli renali e tempi di convalescenza

Quando il calcolo è troppo voluminoso per essere eliminato spontaneamente, provoca un’ostruzione persistente o è associato a infezione, si ricorre a tecniche mininvasive:

  • – Litotrissia extracorporea a onde d’urto (ESWL): è indicata per calcoli fino a circa 2 cm; onde d’urto generate dall’esterno frammentano il calcolo in pezzi sufficientemente piccoli da essere eliminati con le urine. Si esegue in day hospital, senza incisioni e generalmente senza anestesia.
  • – Ureteroscopia (URS): un sottile endoscopio viene fatto risalire attraverso le vie urinarie naturali fino al calcolo, che viene poi frantumato con un laser ed estratto con appositi cestelli. È il trattamento di scelta per i calcoli ureterali più grandi o resistenti alla litotrissia.

Dopo l’intervento, la convalescenza prevede solitamente pochi giorni di attenzione, durante i quali è fondamentale mantenere un lavaggio idrico continuo, bevendo abbondantemente per favorire l’eliminazione dei frammenti residui ed evitare che si formino nuovi accumuli o infezioni.

Calcoli renali e dieta

L’alimentazione ha un ruolo diretto nella formazione dei calcoli, perché influisce sulla concentrazione dei sali minerali e sul pH delle urine. Per questo una corretta alimentazione per prevenire i calcoli renali e una buona e costante idratazione sono i pilastri della prevenzione, soprattutto per chi ha già avuto un episodio di calcolosi.

Cosa mangiare con i calcoli renali

Sono da privilegiare gli alimenti a basso contenuto di sodio e ossalati, la frutta e la verdura ricche di acqua (utili anche per il loro effetto alcalinizzante sulle urine), le spezie e le erbe aromatiche al posto del sale, e fonti proteiche leggere come pesce magro e legumi, da alternare a porzioni moderate di carne.

Cosa evitare con i calcoli renali

È bene limitare drasticamente il sale aggiunto e gli alimenti ricchi di sodio nascosto (insaccati, formaggi stagionati, cibi pronti e conservati), gli alimenti particolarmente ricchi di ossalati come spinaci, bietole e cacao, le bevande zuccherate e gassate, gli alcolici e l’eccesso di proteine animali. Per questo è particolarmente importante imparare a leggere le etichette nutrizionali che ci guidano nella scelta dei prodotti più adatti.

Cosa mangiare e cosa evitare: tabella riassuntiva

Ecco una sintesi pratica degli alimenti da preferire e di quelli da limitare, categoria per categoria:

Categoria Calcoli renali: cosa mangiare Calcoli renali: cosa NON mangiare
Sale e sodio Erbe aromatiche, limone e spezie leggere Sale da cucina, insaccati, formaggi stagionati, cibi pronti
Verdura e frutta Mele, pere, zucchine, cetrioli, banane (con moderazione) Spinaci, bietole, barbabietole, pomodori secchi, frutta secca
Proteine Pesce magro, legumi e carni bianche (porzioni moderate) Eccesso di carne rossa, frattaglie, crostacei e molluschi
Dolci e bevande Acqua oligominerale a basso residuo fisso Cioccolato, cacao, bevande gassate zuccherate e alcolici

 

Quale acqua bere per i calcoli renali? Gli effetti benefici di Acqua Rocchetta

Per chi è soggetto a calcolosi, l’acqua dovrebbe avere questi requisiti:

  • – Residuo fisso contenuto: un basso residuo fisso significa una minore concentrazione di sali disciolti, quindi un minor carico da smaltire per i reni.
  • – Basso apporto di sodio: un’acqua iposodica non contribuisce al carico di sodio complessivo, uno dei fattori dietetici che favorisce l’escrezione urinaria di calcio.
  • – Elevato stimolo alla diuresi: un’acqua leggera favorisce un ricambio idrico frequente, mantenendo le urine diluite nell’arco di tutta la giornata.
  • – Non eccessivamente povera di calcio: un adeguato apporto di calcio aiuta a legare l’acido ossalico nell’intestino, limitandone l’assorbimento nelle urine.
  • – Con un buon contenuto di bicarbonati: i bicarbonati, infatti, aiutano ad alcalinizzare le urine, riducendo il rischio che i sali minerali si aggreghino in cristalli

Rocchetta, Acqua della Salute, risponde a questo profilo: con un residuo fisso di soli 179,5 mg/l, e un contenuto di sodio pari a 4,24 mg/l, è un’acqua oligominerale iposodica che stimola la diuresi. Inoltre, ha un significativo contenuto di bicarbonati (pari a 184,7) che la pone, tra le oligominerali, quale acqua bicarbonata particolarmente efficace nel ridurre l’acidità delle urine.

FAQ

Si può mangiare la pizza con i calcoli renali?

Con moderazione sì, ma con attenzione: la pizza tradizionale è ricca di sale e, se guarnita con formaggi stagionati o salumi, aumenta il carico di sodio, uno dei fattori che favorisce l’escrezione urinaria di calcio. Meglio scegliere versioni con meno sale e condimenti leggeri, e accompagnarla con un’abbondante idratazione.

Banane e calcoli renali: si possono mangiare?

Sì, le banane sono generalmente ben tollerate: hanno un contenuto di ossalati relativamente basso e apportano potassio, utile per l’equilibrio idrosalino. Come per ogni alimento, è comunque consigliabile consumarle con moderazione e nell’ambito di una dieta varia.

Quali sono i primi rimedi immediati per i calcoli renali?

In caso di dolore acuto (colica renale) è importante contattare subito un medico: nell’attesa, può aiutare mantenere una posizione comoda e, se indicato dal medico, assumere un antidolorifico. Non è consigliato forzare l’assunzione di grandi quantità di liquidi durante l’episodio acuto, perché potrebbe aumentare la pressione a monte dell’ostruzione e il dolore; l’idratazione abbondante va invece ripresa una volta superata la fase acuta, a scopo preventivo.

Quanto tempo ci vuole per eliminare un calcolo renale piccolo?

Un calcolo di piccole dimensioni (sotto i 4-6 mm) viene generalmente eliminato in modo spontaneo entro alcune settimane, con tempi che variano da pochi giorni fino a 4-6 settimane a seconda della sede di partenza e di un’adeguata idratazione. Se il calcolo non progredisce entro questo periodo, il medico può valutare un trattamento mininvasivo.

Fonti & Approfondimenti