Ceramidi per la pelle: cosa sono, a cosa servono e come reintegrarle

Le ceramidi sono i lipidi che formano la barriera che protegge la pelle dall’esterno e trattiene l’idratazione all’interno. Con il passare del tempo, i loro livelli diminuiscono e la pelle ne mostra i segni. Capiamo, insieme, cosa sono, perché si impoveriscono e cosa fare per sostenerle.

 Indice

  1. Cosa sono le ceramidi?
  2. A cosa servono: il ruolo nella barriera cutanea
  3. Perché i livelli di ceramidi diminuiscono
  4. Cosa succede quando le ceramidi scarseggiano
  5. Come reintegrare le ceramidi: cosmesi e alimentazione
  6. Il ruolo dell’idratazione e dell’acqua
  7. FAQ

1. Cosa sono le ceramidi?

Le ceramidi sono dei grassi (lipidi) naturalmente presenti nello strato più esterno della pelle e che vengono spesso usati come ingredienti anche nei prodotti di skincare. Le ceramidi contribuiscono a creare quella barriera cutanea che evita l’eccessiva perdita di umidità, mantenendo la cute elastica e proteggendola dalle aggressioni da parte di agenti esterni e batteri.

Quando il livello di ceramidi non è adeguato la pelle invecchia più facilmente e risulta maggiormente soggetta a irritazione. Con un’adeguata integrazione, invece, le ceramidi contribuiscono a salvaguardare la pelle dal diventare più fragile e disidratarsi.

2. Il ruolo nella barriera cutanea

Le ceramidi svolgono, dunque, due funzioni principali di protezione della pelle:

Trattenere l’acqua. Le ceramidi riducono la perdita di acqua transepidermica, il processo naturale con cui l’acqua evapora attraverso la pelle. In questo modo contribuisce a mantenere l’epidermide idratata, morbida ed elastica. Al contrario, una pelle povera di ceramidi appare secca, tesa e spenta.

Proteggere dagli agenti esterni. La barriera lipidica formata dalle ceramidi è la prima linea di difesa della pelle contro inquinamento, raggi UV, batteri, agenti irritanti e variazioni di temperatura. Quando questa barriera è integra, la pelle è resistente; quando è compromessa, diventa reattiva e sensibile.

Le ceramidi contribuiscono anche a rallentare i segni dell’invecchiamento, perché trattenendo l’idratazione e proteggendo le strutture cutanee, aiutano la pelle a mantenere un aspetto tonico e compatto più a lungo.

3. Perché i livelli di ceramidi diminuiscono?

Come il collagene, l’elastina e l’acido ialuronico, anche le ceramidi sono soggette a un progressivo impoverimento nel tempo.

Con l’avanzare dell’età, la loro concentrazione nello strato corneo può ridursi fino al di sotto del 30% rispetto ai valori giovanili, con conseguenze dirette sulla qualità e sul comportamento della pelle.

L’invecchiamento non è però l’unico fattore. Anche altri elementi accelerano la perdita di ceramidi:

  • Esposizione eccessiva al sole: i raggi UV degradano i lipidi cutanei, indebolendo la barriera.
  • Clima freddo e secco: il freddo riduce l’attività delle ghiandole sebacee e impoverisce il film idrolipidico superficiale.
  • Prodotti skincare aggressivi: detergenti eccessivamente schiumosi, esfolianti intensivi o l’uso prolungato di retinoidi ad alta concentrazione possono alterare la composizione lipidica della pelle.
  • Alcune condizioni dermatologiche: dermatite atopica, eczema, psoriasi e rosacea sono spesso associate a una riduzione del contenuto di ceramidi nello strato corneo.
  • Disidratazione: una scarsa idratazione dell’organismo compromette il metabolismo cutaneo e riduce la capacità della pelle di produrre e mantenere i propri lipidi.

 

4. Cosa succede quando le ceramidi scarseggiano

Come suggerisce lo studio pubblicato su National Library of Medicine: “il legame tra disturbi cutanei e alterazioni della composizione lipidica della barriera, in particolare delle ceramidi, è difficile da dimostrare a causa delle numerose variabili coinvolte. Tuttavia, la maggior parte dei disturbi cutanei che presentano una ridotta funzione di barriera mostrano una diminuzione del contenuto totale di ceramidi con alcune differenze nel profilo delle ceramidi.”

La carenza di ceramidi non ha conseguenza puramente estetiche: una pelle impoverita di ceramidi perde parte della sua capacità di difendersi e di autoregolarsi, compromettendone il benessere.

Quali sono i segnali di una perdita di ceramidi? La barriera cutanea comunica chiaramente la perdita del suo “cemento lipidico”:

  • – Secchezza persistente, spesso accompagnata da senso di tensione
  • – Pelle opaca, poco luminosa
  • – Comparsa precoce di rughe superficiali e linee di disidratazione
  • – Maggiore reattività agli agenti esterni: arrossamenti, prurito, sensazione di bruciore
  • – Predisposizione a infiammazioni cutanee e riacutizzazioni di condizioni come l’eczema.

5. Come reintegrare le ceramidi: cosmesi e alimentazione

Sostenere i livelli di ceramidi e rinforzare la barriera cutanea non è un’impresa impossibile ed esistono diversi sistemi e pratiche da adottare, sia attraverso la cosmesi che con l’alimentazione.

– Cosmetici con ceramidi: creme, sieri e detergenti formulati con ceramidi (in particolare ceramide NP, AP e EOP) aiutano a ripristinare il profilo lipidico della pelle.

– Alimentazione: alcuni alimenti contribuiscono a fornire i precursori necessari per la sintesi delle ceramidi. Tra questi:

  • – uova
  • – spinaci
  • – soia
  • – cereali integrali
  • – patate dolci

Non si tratta di un effetto diretto e immediato, ma di un supporto al metabolismo cutaneo nel lungo periodo.

6. Il ruolo dell’idratazione e dell’acqua

Una corretta idratazione è una delle condizioni di base per mantenere la barriera cutanea in buona salute.

Quando l’organismo è disidratato, il metabolismo della pelle rallenta: la produzione di lipidi cutanei si riduce, il turnover cellulare si fa meno efficiente e la barriera fatica a rinnovarsi. Al contrario, bere una sufficiente quantità di acqua (almeno 2 litri al giorno assunti nell’arco dell’intera giornata) supporta tutti i processi cellulari, compresa la sintesi dei lipidi che compongono la barriera, ceramidi incluse.

Acqua Rocchetta, leggera e attiva, con i suoi oligoelementi, contribuisce dall’interno a preservare l’idratazione della pelle e del nostro organismo. Il Ministero della Salute ha riconosciuto che “Acqua Rocchetta contribuisce all’idratazione dell’epidermide e ne mantiene la fisiologica rigenerazione cellulare.” (Decreto n. 4415 del 22.11.2022).

FAQ

  • Cosa sono e a cosa servono le ceramidi? Le ceramidi sono lipidi che si trovano nello strato superficiale della pelle (strato corneo) e hanno il compito di trattenere l’acqua e proteggere la barriera cutanea dagli agenti esterni.
  • Le ceramidi presenti in cosmesi fanno bene a tutti i tipi di pelle? Sì. Le ceramidi sono componenti naturali della pelle e sono ben tollerate da quasi tutti i tipi di pelle, comprese le pelli sensibili e reattive. I cosmetici che le contengono sono particolarmente indicati per le pelli secche, mature o con barriera cutanea compromessa, ma rappresentano un supporto utile anche per le pelli normali come prevenzione.
  • A che età inizia la perdita di ceramidi? La riduzione dei lipidi cutanei, ceramidi comprese, inizia gradualmente già dopo i trent’anni e si accelera con il progredire dell’età. A partire dalla menopausa, i cambiamenti ormonali possono ulteriormente impoverire la barriera lipidica della pelle.
  • Quanta acqua bisogna bere per la salute della pelle? L’indicazione generale è di almeno 2 litri al giorno. Una buona idratazione interna supporta il metabolismo cutaneo e aiuta la pelle a mantenere le proprie funzioni, compresa la produzione dei lipidi della barriera. Acqua Rocchetta, leggera e attiva, è ideale per chi vuole prendersi cura della pelle anche dall’interno.

 

Fonti & Approfondimenti

National Library of Medicine

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