L’allergia al nichel è la forma più comune di allergia da contatto, riguarda infatti circa l’8-19% degli adulti in Europa, con una netta prevalenza femminile. Il nichel si nasconde in moltissimi oggetti di uso quotidiano, non solo nei gioielli. I sintomi principali si manifestano a livello cutaneo, ma esiste anche una forma legata all’alimentazione.
Indice
1. Cos’è l’allergia al nichel e perché è così diffusa
2. Dove si nasconde il nichel?
3. Come riconoscere i sintomi della dermatite da contatto
4. Quando l’allergia al nichel è alimentare
5. Cosa fare in pratica: piccole accortezze quotidiane
6. Perché mantenere una pelle idratata
7. FAQ
Cos’è l’allergia al nichel e perché è così diffusa
Il nichel (noto anche come nickel) appartiene alla categoria dei metalli pesanti ed è il metallo che causa più frequentemente allergie da contatto in tutto il mondo. È diffuso in molti alimenti, sia di origine animale che vegetale, e in molti oggetti di uso comune.
L’allergia al nichel è una reazione del sistema immunitario che si attiva quando la pelle entra ripetutamente in contatto con oggetti contenenti questo metallo.
I numeri raccontano una diffusione importante: secondo una review scientifica pubblicata sulla rivista Contact Dermatitis, la prevalenza dell’allergia al nichel nella popolazione generale europea è stimata tra l’8% e il 19% negli adulti, e tra l’8% e il 10% nei bambini e negli adolescenti, con una netta predominanza nelle donne. Una diffusione che si spiega facilmente con l’esposizione più frequente a bigiotteria e accessori metallici.
Va detto che la situazione, a livello europeo, è in parte migliorata, poiché dagli anni ’90 è in vigore una direttiva specifica (la Direttiva Nichel 94/27/CE) che regola la quantità di nichel che può essere rilasciata da oggetti destinati al contatto prolungato con la pelle, come orecchini e bottoni di jeans. Una misura che ha contribuito a contenere il fenomeno, pur senza eliminarlo.
Dove si nasconde il nichel?
Nonostante quello che si possa pensare, il nichel non si trova solo nella bigiotteria ed è molto più diffuso di quanto si immagini. Ecco dove si trova più spesso:
| – Gioielli e bigiotteria, soprattutto quelli economici o non certificati |
| – Cerniere, bottoni metallici e fibbie di jeans, borse e cinture |
| – Montature di occhiali in metallo |
| – Oggetti di uso quotidiano come smartphone, chiavi e monete |
| – Utensili da cucina in acciaio di scarsa qualità, soprattutto se usati per cucinare alimenti acidi |
| – Tinture per capelli e alcuni prodotti cosmetici |
| – Apparecchi ortodontici e alcuni dispositivi medici |
Una delle difficoltà nella prevenzione è che molti oggetti placcati o rivestiti possono comunque rilasciare microscopiche quantità di metallo a contatto con la pelle, specialmente se il rivestimento si usura nel tempo, basti pensare a quegli anelli che, dopo qualche mese, lasciano un alone scuro sul dito.
Come riconoscere i sintomi della dermatite da contatto
Il sintomo più comune dell’allergia al nichel è la dermatite da contatto, che si manifesta tipicamente nelle zone della pelle che sono entrate a contatto con l’oggetto: polsi, lobi delle orecchie, addome (nel caso di bottoni o fibbie metalliche).
La dermatite da contatto si manifesta con:
- – prurito, spesso intenso
- – arrossamento e gonfiore localizzato
- – pelle secca o screpolata
- – piccole vesciche che, seccandosi, possono assumere l’aspetto di una bruciatura
In genere i sintomi compaiono tra le 12 e le 48 ore successive al contatto, e possono persistere anche per due settimane. Se il problema si ripete spesso, si estende ad altre aree del corpo o non si risolve con le normali precauzioni, è opportuno consultare un dermatologo.
La diagnosi si conferma generalmente con un patch test, l’applicazione controllata di una piccola quantità di nichel sulla pelle per verificare la reazione.
Quando l’allergia al nichel è alimentare
Oltre alla dermatite da contatto, esiste una forma diffusa di allergia al nichel legata all’assunzione di alimenti che lo contengono naturalmente: la sindrome sistemica da allergia al nichel (SNAS)
In questo caso i sintomi possono includere:
- – disturbi gastrointestinali
- – gonfiore addominale
- – ritenzione idrica
- – mal di testa
- – stanchezza
Cosa fare in pratica: piccole accortezze quotidiane
Non esiste, al momento, una cura definitiva e risolutiva per l’allergia al nichel: l’approccio più efficace resta la prevenzione, affiancata quando necessario da trattamenti sintomatici indicati dal medico.
Tuttavia, alcune accortezze pratiche possono fare una grande differenza nella vita di tutti i giorni:
- – scegliere bigiotteria con la dicitura ‘nickel tested’ o con certificazioni di conformità alla normativa europea, oppure realizzata in materiali più sicuri, come oro, titanio o acciaio chirurgico
- – evitare il contatto prolungato della pelle, specialmente se già sensibile, con oggetti metallici non testati
- – in cucina, preferire pentole e utensili in vetro, ceramica o acciaio inossidabile di buona qualità, ed evitare cotture acide prolungate in pentole non adatte
- – in caso di reazione, evitare di grattare la zona interessata, per non peggiorare l’irritazione
Perché mantenere una pelle idratata
Sai che una pelle ben idratata mantiene una barriera cutanea più resistente?
Una corretta idratazione quotidiana contribuisce al mantenimento dell’elasticità cutanea, al funzionamento regolare del processo di rigenerazione cellulare e alla capacità della barriera epidermica di svolgere il suo compito.
Acqua Rocchetta, leggera e attiva, con i suoi oligoelementi, contribuisce dall’interno a preservare l’idratazione della pelle e del nostro organismo. Il Ministero della Salute ha riconosciuto che “Acqua Rocchetta contribuisce all’idratazione dell’epidermide e ne mantiene la fisiologica rigenerazione cellulare.” (Decreto n. 4415 del 22.11.2022).
FAQ
Quali sono gli oggetti che contengono più nichel?
I più comuni sono: bigiotteria, cerniere e bottoni metallici, montature di occhiali e utensili da cucina in acciaio di scarsa qualità.
Quanto tempo dopo il contatto compaiono i sintomi?
In genere tra le 12 e le 48 ore successive al contatto con il metallo, con una durata che può arrivare fino a due settimane.
L’allergia al nichel si può curare definitivamente?
No, al momento non esiste una cura risolutiva. La gestione si basa principalmente sulla prevenzione del contatto e, quando necessario, su trattamenti sintomatici indicati dal medico.
Cos’è la SNAS e come si differenzia dalla dermatite da contatto?
La SNAS è una forma sistemica di allergia al nichel legata all’alimentazione, con sintomi che possono coinvolgere anche l’apparato gastrointestinale, diversa dalla dermatite da contatto che si manifesta solo sulla pelle a seguito di contatto diretto con il metallo.
Quando è necessario un patch test?
Quando i sintomi sono persistenti, si ripetono frequentemente o c’è incertezza sulla causa scatenante: il patch test, eseguito da uno specialista, permette di confermare la diagnosi.
Fonti & Approfondimenti
– SIDEMAST: Nichel, bigiotteria, occhiali, alimenti: tutte le possibili fonti di allergia