Qual è l’incidenza di calcoli renali nelle donne? Menopausa e gravidanza hanno un’incidenza sull’insorgere della calcolosi urinaria? Quanto incide il sesso nello sviluppo della malattia? Capiamo meglio, in questo articolo, quali fattori intervengono nell’insorgere di questa patologia e come la prevenzione possa trasformarsi in un fattore protettivo.
Indice
- La calcolosi renale: quando diventa una malattia anche femminile
- Gravidanza e calcoli renali: un rischio spesso sottovalutato
- Menopausa e calcolosi: perché il rischio aumenta
- Alimentazione e prevenzione: cosa fare e cosa evitare
- Perché idratarsi con Acqua Rocchetta
- FAQ
- Fonti e Approfondimenti
La calcolosi renale è spesso percepita come una patologia prevalentemente maschile, poiché gli uomini ne soffrono con un’incidenza due o tre volte superiore rispetto alle donne. Eppure, in alcune fasi della vita delle donne il loro rischio aumenta in modo significativo.
Gravidanza e menopausa sono i momenti in cui il sistema urinario femminile è più vulnerabile a causa dei cambiamenti ormonali. La prevenzione è importante per la salute delle donne che potrebbero incorrere, proprio in queste fasi della vita, nell’insorgenza di calcoli. Per questo parlare di prevenzione è un impegno che Acqua Rocchetta porta avanti ogni anno anche in occasione del Mese della Prevenzione Urologica, in collaborazione con l’Associazione Urologica per la Calcolosi (C.L.U) e l’Associazione Urologi Italiani (AURO.it).
Il Mese della Prevenzione Urologica, che si sviluppa nel corso di tutto il mese di ottobre, mira a fornire informazioni e dare modo a chiunque di accedere ad un consulto medico gratuito online sul portale www.prevenzionecalcolosi.it
La calcolosi renale: quando diventa una malattia anche femminile
La calcolosi renale è una delle malattie più comuni dell’apparato urinario. È dovuta alla formazione di piccoli sassolini o depositi di minerali, che possono ostruire il flusso di urina e causare dolore acuto.
In questo articolo puoi approfondire le 10 regole per prevenire la calcolosi renale.
In Italia la calcolosi delle vie urinarie colpisce tra il 15 e il 20% della popolazione, con una prevalenza maggiore negli uomini. Secondo le linee guida dell’Associazione Urologi Italiani (AURO), il rapporto di incidenza tra uomini e donne si attesta intorno a 2:1, con picchi nella fascia d’età tra i 30 e i 60 anni.
La minore incidenza femminile è legata in parte agli estrogeni endogeni (gli ormoni prodotti naturalmente dall’organismo) che sembrano esercitare un effetto protettivo sulla formazione dei calcoli. Come segnala l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, gli estrogeni endogeni favoriscono l’escrezione urinaria di citrato, una sostanza capace di inibire la cristallizzazione, la crescita e l’aggregazione dei sali che costituiscono i calcoli. Qui puoi leggere come i citrati aiutano a prevenire la formazione dei calcoli.
Questa protezione, però, non è permanente. In alcune fasi della vita, gravidanza e menopausa in particolare, il sistema urinario femminile diventa più vulnerabile, per ragioni che la scienza sta ancora esplorando.
Gravidanza e calcoli renali: un rischio spesso sottovalutato
La gravidanza è uno dei periodi in cui il rischio di calcolosi renale aumenta per le donne, anche per chi non ne ha mai sofferto. Uno studio condotto dai ricercatori della Mayo Clinic (Rochester) e pubblicato sull’American Journal of Kidney Diseases ha documentato che, rispetto alle coetanee non in dolce attesa, le donne in gravidanza hanno un rischio più alto di sviluppare i sintomi dovuti alla presenza di uno o più calcoli nelle vie urinarie.
La formazione dei calcoli rappresenta la prima causa di accesso alle strutture ospedaliere delle donne incinte al di fuori delle problematiche ostetriche, con un’incidenza stimata di circa 1 caso ogni 1.500 gravidanze.
Il rischio cresce a partire dal secondo trimestre, per una combinazione di fattori:
- – I cambiamenti ormonali alterano il metabolismo del calcio, aumentandone l’escrezione urinaria;
- – La pressione dell’utero in crescita sulle vie urinarie rallenta il flusso dell’urina, favorendo la stasi e la cristallizzazione dei Sali;
- – La disidratazione, spesso aggravata da nausea e vomito nel primo trimestre, riduce la produzione di urina e ne aumenta la concentrazione;
- – L’aumento del fabbisogno di vitamina D in gravidanza può incrementare l’assorbimento del calcio e la sua concentrazione nelle urine.
La gestione della calcolosi in gravidanza è particolarmente delicata perché le indagini diagnostiche e i trattamenti disponibili sono limitati dalla necessità di proteggere il feto. Per questo la prevenzione, a partire da una corretta idratazione, è ancora più importante in questa fase.
Menopausa e calcolosi: perché il rischio aumenta
Con la menopausa, la protezione offerta dagli estrogeni endogeni viene meno. Infatti, il calo dei livelli di citrato urinario, direttamente influenzato dalla riduzione degli estrogeni, aumenta la probabilità di cristallizzazione dei sali nelle urine.
A questo si aggiungono altri fattori tipici di questa fase della vita:
- – modificazioni del metabolismo osseo,
- – tendenza all’aumento di peso,
- – riduzione dell’attività fisica
- – e spesso una minore attenzione all’idratazione.
Alimentazione e prevenzione: cosa fare e cosa evitare
Le abitudini alimentari giocano un ruolo determinante nella prevenzione della calcolosi renale, vediamo dunque alcune indicazioni pratiche:
- – Ridurre il sale: il sodio in eccesso aumenta l’escrezione urinaria di calcio, favorendo la formazione di calcoli. L’OMS raccomanda un massimo di 5 grammi al giorno. Qui puoi imparare a leggere le etichette nutrizionali per controllare l’assunzione di sale.
- – Moderare le proteine animali: un eccesso di carne rossa e insaccati aumenta l’acido urico nelle urine
- – Non eliminare il calcio: contrariamente a quanto si potrebbe pensare, ridurre il calcio nella dieta non protegge dai calcoli, anzi, può peggiorare la situazione. Il calcio, infatti, si lega agli ossalati nell’intestino, riducendone l’assorbimento e l’escrezione urinaria.
- – Limitare gli alimenti ricchi di ossalati: spinaci, cioccolato, frutta secca e tè nero in grandi quantità possono aumentare il rischio nei soggetti predisposti.
- – Aumentare il citrato: agrumi, in particolare il succo di limone, favoriscono l’escrezione di citrato urinario, che inibisce la formazione dei calcoli.
Perché idratarsi con Acqua Rocchetta
Tra tutti i fattori di prevenzione, la corretta idratazione è il più importante e il più accessibile. È bene ricordare che le urine diluite riducono la concentrazione dei sali litogeni e ostacolano la loro cristallizzazione. Le linee guida indicano un apporto idrico di almeno 2 litri al giorno, sufficiente a produrre circa 2 litri di urina nelle 24 ore, il volume considerato protettivo dalla maggior parte degli studi disponibili.
La scelta dell’acqua conta. Un’acqua a basso residuo fisso come Acqua Rocchetta è particolarmente indicata per sostenere la diuresi, perché è un’acqua oligominerale povera di sodio e grazie alla sua particolare composizione (non eccessivamente povera di calcio, pochi solfati e con buon contenuto di bicarbonati) viene rapidamente assorbita dall’apparato digerente e velocemente raggiunge i nostri reni dove agisce per stimolare la diuresi, eliminando scorie e liquidi in eccesso.
FAQ
Le donne possono avere calcoli renali anche in giovane età?
Sì, anche se è meno frequente rispetto agli uomini. I calcoli di ossalato di calcio https://www.rocchetta.it/come-contrastare-la-calcolosi-ossalica/, i più comuni, colpiscono prevalentemente tra i 30 e i 60 anni. In giovane età possono comparire soprattutto in presenza di fattori di rischio specifici come scarsa idratazione, dieta ricca di sale e proteine animali, o predisposizione familiare.
In questo articolo puoi saperne di più sulla calcolosi urinaria che colpisce i bambini.
I calcoli renali in gravidanza sono pericolosi per il bambino?
Nella maggior parte dei casi i calcoli si risolvono spontaneamente senza conseguenze per il feto. Tuttavia, se non trattati, possono favorire infezioni urinarie e, nei casi più gravi, complicanze come il parto prematuro. È importante riferire al medico qualsiasi dolore lombare intenso durante la gravidanza.
Quanta acqua bisogna bere per prevenire i calcoli renali?
Almeno 2 litri al giorno, distribuiti nell’arco della giornata. L’obiettivo è mantenere le urine chiare e diluite. Acqua Rocchetta, con il suo basso residuo fisso, è particolarmente indicata per favorire la diuresi e contribuire all’eliminazione delle sostanze che potrebbero cristallizzarsi nelle vie urinarie.
Fonti e Approfondimenti
- Risk of Symptomatic Kidney Stones During and After Pregnancy
- Rischio di nefrolitiasi e uso degli ormoni in post-menopausa
- Fondazione Veronesi. Calcoli renali: il rischio aumenta durante la gravidanza
- Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri
- Studio impedenziometrico sull’efficacia diuretica dell’acqua Rocchetta nella prevenzione della calcolosi calcica
- Alte dosi di acqua minerale Rocchetta incrementano il potere depurativo renale