Iperuricemia: cos’è e cosa comporta l’acido urico alto | Rocchetta

L’iperuricemia colpisce circa il 20% della popolazione adulta italiana ed è spesso asintomatica.

La causa più comune non è la dieta, ma la ridotta capacità dei reni di eliminare l’acido urico. Se non gestita, può portare a gotta, calcoli renali e aumentare il rischio di altre problematiche metaboliche. L’idratazione è una delle strategie più semplici ed efficaci, perché bevendo acqua eliminiamo l’acido urico attraverso le urine.

Indice

  • Cos’è l’acido urico e cosa lo fa aumentare
  • Quando si parla di iperuricemia
  • Le cause
  • Sintomi e conseguenze
  • Il ruolo dei reni e dell’idratazione
  • Cosa fare: alimentazione e stile di vita
  • FAQ

Cos’è l’acido urico e cosa lo fa aumentare

L’acido urico è un prodotto naturale del metabolismo, si forma quando il corpo scompone le purine (adenina e guanina), sostanze presenti sia nelle cellule dell’organismo sia in molti alimenti.

Le purine vengono prodotte per la maggior parte all’interno del corpo umano attraverso il rinnovamento cellulare, mentre una minima parte proviene da alcuni alimenti introdotti con la dieta.

In condizioni normali l’acido urico prodotto dalle purine viene disciolto nel sangue, filtrato dai reni ed eliminato attraverso le urine. Quando questo equilibrio si altera, per una produzione eccessiva o, nella maggior parte dei casi, per una ridotta capacità di eliminazione renale, i livelli nel sangue salgono oltre i valori fisiologici: si parla allora di iperuricemia.

Secondo la Società Italiana di Reumatologia (SIR), circa il 20% della popolazione adulta italiana presenta livelli elevati di acido urico. Una condizione in crescita, legata ai cambiamenti dello stile di vita, all’invecchiamento della popolazione e all’aumento delle malattie metaboliche.

Quando si parla di iperuricemia

I valori normali di acido urico nel sangue variano in base al sesso:

Sesso Valori normali di acido urico
Uomo fino a 7,0 mg/dl
Donna fino a 6,5 mg/dl

Si parla di iperuricemia quando, dopo almeno cinque giorni di dieta povera di purine e in assenza di farmaci che possono alterare il risultato, i valori restano stabilmente al di sopra di queste soglie. L’esame che misura l’acido urico si chiama uricemia e si esegue con un semplice prelievo del sangue.

È importante tenere a mente che l’iperuricemia è spesso asintomatica, soprattutto nelle fasi iniziali, per questo molte persone la scoprono casualmente durante esami di routine, senza aver mai avuto sintomi evidenti.

Le cause

Comunemente si pensa che l’acido urico alto sia principalmente colpa di cosa si mangia. La realtà è più articolata. Nella maggior parte dei casi, infatti, la causa principale dell’iperuricemia è la ridotta capacità dei reni di eliminare l’acido urico e non un eccesso di purine nella dieta.

Le cause più comuni si dividono in tre categorie:

  • Difficoltà di eliminazione attraverso i reni: i reni non riescono a filtrare ed eliminare l’acido urico in modo efficiente. Può dipendere da fattori genetici, dall’uso prolungato di alcuni farmaci (come i diuretici tiazidici), da condizioni di disidratazione o da patologie renali già presenti.
  • Eccessiva produzione di acido urico: l’organismo produce più acido urico del normale, spesso in presenza di alcune malattie del sangue, durante chemioterapia o per anomalie metaboliche specifiche.
  • Cause alimentari e di stile di vita: una dieta molto ricca di purine (carni rosse, frattaglie, alcuni pesci), il consumo elevato di alcol e il consumo di

    bevande zuccherate con fruttosio possono contribuire all’aumento dell’acido urico, ma nella maggior parte dei casi non sono la causa principale.

A questi fattori si aggiunge la correlazione con la sindrome metabolica: sovrappeso, ipertensione, diabete e alti livelli di trigliceridi tendono spesso a coesistere con l’iperuricemia, in un quadro che si autoalimenta.

Sintomi e conseguenze

Come detto, l’iperuricemia è spesso silenziosa. Quando i livelli di acido urico restano elevati nel tempo, però, i cristalli di urato monosodico possono depositarsi nelle articolazioni e nei tessuti, con conseguenze quali:

Gotta

È la manifestazione più nota dell’iperuricemia. Si tratta di un’artrite infiammatoria che si presenta con attacchi acuti e intensi di dolore articolare, spesso notturni, con gonfiore, arrossamento e calore localizzato. L’articolazione più colpita è tipicamente quella dell’alluce, ma possono essere coinvolti caviglie, ginocchia, polsi e gomiti. Non tutti i soggetti con iperuricemia sviluppano la gotta.

Calcoli renali

L’eccesso di acido urico può portare alla formazione di calcoli nei reni o nelle vie urinarie, con conseguenti episodi dolorosi (coliche renali). I calcoli di acido urico rappresentano circa il 10-15% di tutti i calcoli renali.

Danno renale nel tempo

Livelli cronicamente elevati di acido urico possono contribuire a ridurre progressivamente la funzionalità renale, creando un circolo che tende ad aggravarsi per cui i reni meno efficienti eliminano meno acido urico, che si accumula ulteriormente.

Il ruolo dei reni e dell’idratazione

Abbiamo visto che i reni sono l’organo chiave per eliminare l’acido urico. Per questo mantenerli ben idratati e funzionanti è una delle azioni più importanti per il benessere dei reni e per una corretta prevenzione.

Bere almeno 2 litri di acqua aumenta il volume delle urine e, di conseguenza, la quantità di acido urico eliminata attraverso i reni. Una buona idratazione riduce anche il rischio di precipitazione dei cristalli di urato nelle vie urinarie, contribuendo a prevenire la formazione di calcoli.

Acqua Rocchetta, leggera e attiva, è un’acqua oligominerale povera di sodio e grazie alla sua particolare composizione viene rapidamente assorbita dall’apparato digerente e, con altrettanta velocità, raggiunge i nostri reni dove agisce per stimolare la diuresi, eliminando tossine e liquidi in eccesso.

Uno studio clinico pubblicato su The International Journal of Artificial Organs (Di Paolo et al., 2007) ha dimostrato che la somministrazione di Acqua Rocchetta aumenta significativamente la diuresi nelle 24 ore e migliora la clearance renale, cioè la capacità dei reni di filtrare ed eliminare i metaboliti di scarto attraverso le urine.

È interessante infine notare che esiste una significativa differenza tra la diuresi ottenuta con l’assunzione di un carico idrico di 25ml/Kg in 24 ore e quella ottenuta con lo stesso carico somministrato in 30 minuti, in questo ultimo caso, infatti, la diuresi è più elevata. Una legge della fisica dimostra che il carico di acqua ha un peso importante nel processo di purificazione delle vie urinarie. Il così detto “effetto tsunami aumenta la forza di trasporto e di erosione dei solidi, agevolando l’eliminazione dei detriti calcarei o organici presenti nella via escretrice.

Cosa fare: alimentazione e stile di vita

La gestione dell’iperuricemia è multifattoriale e passa sempre attraverso il consulto medico, soprattutto quando i valori sono significativamente elevati o compaiono sintomi. Le modifiche allo stile di vita restano però il primo strumento su cui intervenire.

  • Idratazione: bere almeno 2 litri di liquidi al giorno, privilegiando acqua oligominerale a basso contenuto di sodio, contribuisce supportare l’eliminazione renale dell’acido urico.
  • Alimentazione: ridurre (non necessariamente eliminare) i cibi ricchi di purine: carni rosse, frattaglie, insaccati, alcuni pesci grassi (acciughe, sardine, aringhe), crostacei. Limitare alcol e bevande zuccherate. Privilegiare verdura, frutta, latticini a basso contenuto di grassi, cereali integrali e legumi.
  • Peso corporeo: attenzione al sovrappeso, che è uno dei principali fattori che aumentano la produzione di acido urico e riducono la capacità renale di eliminarlo.
  • Attività fisica: l’esercizio fisico regolare e moderato aiuta il controllo del peso e migliora il profilo metabolico generale. Meglio evitare l’esercizio molto intenso e prolungato, che può temporaneamente aumentare la produzione di acido urico.
  • Farmaci: quando le modifiche allo stile di vita non sono sufficienti oppure in presenza di gotta conclamata, il medico può prescrivere farmaci ipouricemizzanti come l’allopurinolo. Nessuna terapia farmacologica va iniziata o sospesa senza indicazione medica.

FAQ

Iperuricemia e gotta sono la stessa cosa?

No. L’iperuricemia indica l’aumento di acido urico nel sangue. La gotta è una delle possibili conseguenze, ma non tutti i soggetti con iperuricemia sviluppano la gotta.

Come si scopre di avere l’acido urico alto?

Con un semplice esame del sangue (uricemia), spesso eseguito in occasione di esami di routine. Poiché l’iperuricemia è frequentemente asintomatica, è comune scoprirla senza aver avuto sintomi specifici.

La dieta da sola basta a normalizzare l’acido urico?

Dipende dal caso. Quando la causa principale è la ridotta eliminazione renale (la condizione più frequente) la dieta da sola può non essere sufficiente. Può contribuire a ridurre i valori, ma spesso si affianca alla terapia farmacologica su indicazione del medico.

Quanta acqua bisogna bere con l’iperuricemia?

Le linee guida indicano generalmente almeno 2 litri di liquidi al giorno. Un’adeguata idratazione è uno degli strumenti più efficaci e immediati per favorire l’eliminazione renale dell’acido urico.

L’iperuricemia può danneggiare i reni?

Sì, nel tempo. L’accumulo cronico di acido urico può contribuire a ridurre la funzionalità renale, creando un circolo che tende ad aggravarsi.

Fonti & Approfondimenti